La metamorfosi del corpo
Durante il passaggio dal bambino piccolo al bambino in età scolare si compie una profondissima metamorfosi della figura corporea. Nel bambino piccolo il rapporto tra le dimensioni del capo e quelle del tronco e degli arti è chiaramente a favore del primo. L’aspetto complessivo è tondeggiante.
Completamente diverso il bambino in età scolare: le braccia e le gambe sono allungate, ora egli è in grado di toccare con le dita della mano sinistra l’orecchio destro e viceversa. Tra il torace e l’addome si delinea la vita, l’angolo delle costole sopra lo stomaco adesso è acuto, il ventre sembra essersi ritirato, e tutte le proporzioni si avvicinano a quelle dell’adulto.
L’inizio della seconda dentizione
La comparsa del primo molare permanente o di uno degli incisivi indica che si è formato il loro smalto, la sostanza più dura del corpo, e che ora l’attività organica di formazione dei denti volge al termine. Le forze plasmatrici liberate in seguito alla formazione dello smalto sono completamente a disposizione dell’Io per la propria attività pensante. Si tratta di una forza plasmatrice che non dovendo svolgere alcuna attività rigenerativa è staccata dalla fisicità, cioè è resa astratta. Per questo motivo compare per la prima volta nello sviluppo dei pensieri la possibilità di astrazione.
Il pensare in età scolare
Il desiderio diligente di apprendere mostra come queste forze siano ora a disposizione del pensare. Quindi il bambino è in grado di gestire volontariamente i ricordi, indipendentemente dalle situazioni in cui si trova, anche su precisa richiesta.
Ciò che precedentemente avveniva in modo inconsapevole tramite l’imitazione, ora deve essere trasferito a processi consapevoli di apprendimento.
La maturità socio-scolastica
Se il bambino è in grado di inserirsi nella grande comunità di una classe egli ha raggiunto la maturità socio-scolastica. Ciò significa che il bambino impara ad armonizzare gli interessi degli altri con i propri tramite l’aiuto dell’insegnante. Si include anche la capacità di poter “essere tutto orecchie” e di tener ferme volontariamente, su richiesta, le braccia e le gambe. Ora l’impulso stimolante per l’attività propria del bambino non è più rappresentato dall’imitazione, bensì dall’ascoltare ciò che dice il maestro. In altre parole, la volontà del bambino si lascia guidare sempre più dalla parola dell’adulto.
Destrezza e capacità di espressione linguistica
Spesso queste abilità non sono ancora sviluppate sufficientemente, giacchè i bambini mostrano un percorso di sviluppo di tali capacità del tutto individuale. Per lo più l’alunno è però in grado di riassumere un racconto in frasi complete, di avere la padronanza di tutti i suoni e di cantare. Inoltre sa esprimere distintamente nella conversazione tutto quello che vuole dire.
Per ciò che riguarda l’abilità fisica, spesso il bambino sa già lanciare una palla in aria e riprenderla con una sola mano, sa mantenere l’equilibrio, è in grado di eseguire saltelli su una sola gamba in diverse direzioni: verso destra, sinistra, avanti, indietro e di lato, sa andare e stare in punta di piedi, inoltre compie abilmente movimenti più raffinati con le dita (ad esempio: costruire stelle di paglia, tessere con le dita, infilare perle, ecc.).
Il bambino sa anche vestirsi e svestirsi autonomamente, chiudere e aprire ganci e bottoni più piccoli, nonché allacciarsi le scarpe. La decisione di non inserire il bambino a scuola non dipenderà sicuramente mai dalla mancanza di uno di questi segni di maturità. Nella nostra realtà Steiner-Waldorf Micheliana, in caso di dubbi, i genitori elaborano una rappresentazione dello status complessivo del bambino insieme all’organo sulla maturità scolare, costituito apposta dalla nostra cooperativa, decidendo insieme.
Testo del Dott. Wolfgang Goebel e Dott.sa Michaela Gloecker – Tratto dal libro “Arte dell’educazione” – Ed. “Il capitello del sole”.
